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Fatturazione Elettronica Italia SDI e FatturaPA: Schema, Codice Destinatario e Conformità B2B
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Fatturazione Elettronica Italia SDI e FatturaPA: Schema, Codice Destinatario e Conformità B2B

4 min di letturaVerificato: 9 settembre 2026
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L’Italia è stata il primo Paese dell’Unione Europea a rendere obbligatoria la fattura elettronica su larga scala: dal 1° gennaio 2019 la maggior parte delle operazioni fra soggetti stabiliti in Italia passa dal Sistema di Interscambio (SDI), la piattaforma di controllo e recapito dell’Agenzia delle Entrate.

Per i team amministrativi, ERP e fiscali il lavoro concreto è sempre lo stesso: generare XML conforme allo schema FatturaPA, verificare i dati fiscali obbligatori e trasmettere il file allo SDI con il Codice Destinatario o la PEC del cessionario/committente.

Architettura chiave: come funziona lo SDI

  • Clearing centralizzato: le fatture elettroniche nazionali nel perimetro dell’obbligo devono transitare dallo SDI dell’Agenzia delle Entrate. Un PDF o una copia inviata direttamente al cliente non sostituisce la fattura XML recapitata tramite SDI.
  • Formato XML FatturaPA: si applica lo schema FatturaPA (versione corrente 1.2.x), con identificativi fiscali di cedente e cessionario, dettaglio delle righe e codici Natura per le operazioni non imponibili o in reverse charge.
  • Identificativi di recapito: l’indirizzo telematico del destinatario è un Codice Destinatario di 7 caratteri oppure una PEC. Se il destinatario non lo comunica, si usa 0000000 e lo SDI mette la fattura a disposizione nell’area riservata del cliente.
  • Operazioni transfrontaliere: da luglio 2022 i dati di molte operazioni con soggetti non stabiliti in Italia viaggiano in via elettronica attraverso lo SDI. L’obbligo di comunicazione resta: a cadere è stata la comunicazione periodica separata (Esterometro), non l’obbligo in sé. I tipi documento TD17, TD18 e TD19 identificano i casi più comuni di acquisto e reverse charge; restano esenzioni e casi particolari.

Requisiti XML FatturaPA e tipi documento

Il formato copre scenari diversi tramite i codici TipoDocumento standard. I più frequenti sono TD01 (fattura), TD02 (acconto), TD04 (nota di credito) e TD24 (fattura differita).

Ogni XML richiede la partita IVA o il codice fiscale applicabile, il codice Natura corretto per le operazioni non imponibili o in reverse charge e gli altri campi obbligatori dell’operazione. La firma digitale non è un requisito generale per le fatture ordinarie inviate tramite SDI, anche se singoli canali o tipi documento possono avere regole aggiuntive.

Regole di recapito SDI e notifiche

  1. Trasmissione: invio allo SDI tramite web service, SFTP, PEC o portale Fatture e Corrispettivi.
  2. Validazione: lo SDI controlla la struttura del file e i dati obbligatori e, in caso di esito negativo, invia una Notifica di Scarto. Nei periodi di volumi elevati controlli e recapito possono richiedere fino a cinque giorni.
  3. Recapito: superati i controlli, lo SDI consegna la fattura all’indirizzo telematico indicato e restituisce una Ricevuta di Consegna. Se il recapito non è possibile, la fattura resta nell’area riservata del destinatario e il cedente deve avvisarlo.
  4. Conservazione: cedente e cessionario devono conservare le fatture con un processo di conservazione elettronica a norma. La durata dipende dalle regole fiscali e civilistiche applicabili all’operazione.

Riferimenti ufficiali

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