
Francia, obbligo di fatturazione elettronica dal 1° settembre 2026: guida per le imprese estere
Riferimenti ufficiali
Usa queste fonti per verificare date, formati e modifiche ufficiali delle regole.
- DGFiP: il passaggio alla fatturazione elettronica
- DGFiP: e-reporting per le imprese estere senza stabile organizzazione
- Elenco DGFiP delle piattaforme autorizzate
- Specifica Factur-X del FNFE-MPE
- Légifrance: articolo 1737 del CGI (sanzioni di fatturazione)
- Légifrance: articolo 1788 D del CGI (sanzioni e-reporting)
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Punti chiave
- Dal 1° settembre 2026 ogni impresa stabilita in Francia deve poter ricevere fatture elettroniche; grandi imprese ed ETI devono anche emetterle e avviare l’e-reporting delle transazioni.
- Una partita IVA francese senza stabile organizzazione esclude dall’e-invoicing ma non dall’e-reporting, e richiede comunque un contratto con una piattaforma autorizzata.
- Le sanzioni sono aumentate a febbraio 2026: 50 euro per fattura e 500 euro per invio di e-reporting mancante, non i 15 e 250 euro ancora molto citati.
- Factur-X e ZUGFeRD sono tecnicamente identici: una catena ZUGFeRD già in funzione produce la struttura di file attesa in Francia.
A chi è rivolto
- Imprese italiane e di altri Paesi UE che vendono a clienti francesi o acquistano da fornitori francesi
- Direzioni amministrative e team ciclo passivo di gruppi con controllata, filiale o partita IVA in Francia
- Responsabili ERP e integrazione che devono decidere che cosa sarà pronto entro la data di avvio
Non trattato
- Confronto tra i singoli fornitori di piattaforme autorizzate
- Riferimento campo per campo dei profili Factur-X, trattato nella guida dedicata al formato
- Procedura di identificazione IVA in Francia e analisi della stabile organizzazione, che richiedono un consulente fiscale
Che cosa cambia in Francia dal 1° settembre 2026
Dal 1° settembre 2026 ogni impresa stabilita in Francia e soggetta a IVA francese deve essere in grado di ricevere fatture elettroniche strutturate. Dalla stessa data le grandi imprese (grandes entreprises) e le imprese di media dimensione (entreprises de taille intermédiaire, ETI) devono anche emetterle e avviare l’e-reporting delle transazioni. Le imprese più piccole hanno un anno in più: l’obbligo di emissione decorre dal 1° settembre 2027.
Fin qui la notizia nota. Ciò che spiazza fornitori e clienti esteri è il meccanismo sottostante. Le fatture non viaggiano più direttamente dal venditore all’acquirente: passano da una piattaforma autorizzata, vengono instradate tramite un registro nazionale e lasciano una traccia di dati presso l’amministrazione fiscale. Questo articolo tratta quel meccanismo, gli obblighi delle imprese senza stabile organizzazione in Francia e gli importi delle sanzioni, aumentati a febbraio 2026 e ancora citati al vecchio livello in molte pubblicazioni.
Le date che contano
- 1° settembre 2026: capacità di ricezione per ogni impresa soggetta a IVA stabilita in Francia; emissione ed e-reporting delle transazioni per grandi imprese ed ETI.
- 1° settembre 2027: emissione per PMI e microimprese; e-reporting per le imprese senza stabile organizzazione in Francia; e-reporting lato acquirente su acquisti in reverse charge e acquisti intracomunitari, a prescindere dalla dimensione.
Non c’è alcun rinvio
La riforma è già slittata una volta — la data iniziale era luglio 2024 — quindi la domanda su un nuovo rinvio è legittima. A fine luglio 2026 non ce n’è alcuno. Il calendario è fissato dall’Ordonnance n° 2021-1190, come modificata dall’articolo 91 della legge di bilancio 2024, e la DGFiP conduce dal febbraio 2026 un pilota nazionale in condizioni di produzione.
L’11 luglio 2026 il ministro competente, David Amiel, ha confermato il calendario e annunciato per la fase di avvio un approccio descritto come tolérante et bienveillante: le imprese in buona fede che incontrano una difficoltà reale e lavorano a risolverla non saranno sanzionate all’avvio. È una prassi amministrativa, non un rinvio giuridico: non copre chi non ha fatto nulla e non modifica alcuna data.
Calendario per fasi
| Data | Chi | Che cosa diventa obbligatorio |
|---|---|---|
| 1° settembre 2026 | Tutte le imprese stabilite in Francia | Ricevere fatture elettroniche tramite una piattaforma autorizzata |
| 1° settembre 2026 | Grandi imprese ed ETI | Emissione delle fatture; e-reporting delle transazioni fuori dal B2B domestico |
| 1° settembre 2027 | PMI e microimprese | Emissione delle fatture e relativo e-reporting |
| 1° settembre 2027 | Tutte le imprese, di qualsiasi dimensione | E-reporting lato acquirente su operazioni in reverse charge e acquisti intracomunitari |
La dimensione si valuta per soggetto giuridico (per SIREN) e non per gruppo. In sintesi: meno di 250 addetti con fatturato fino a 50 milioni di euro o attivo fino a 43 milioni è una PME; meno di 5.000 addetti con fatturato fino a 1,5 miliardi o attivo fino a 2 miliardi è una ETI; oltre si tratta di grande impresa. Secondo l’interpretazione della DGFiP riportata dagli ordini professionali francesi, la categoria si determina sull’ultimo esercizio chiuso prima del 1° gennaio 2025 e resta poi fissa.
Conta la stabile organizzazione, non la partita IVA
È il punto più frainteso fuori dalla Francia e determina il carico di lavoro reale per un’impresa italiana o tedesca.
La parte e-invoicing della riforma — emettere e ricevere tramite piattaforma autorizzata — si applica ai soggetti passivi stabiliti in Francia. Avere una partita IVA francese è cosa diversa. La DGFiP afferma esplicitamente che la componente e-invoicing non riguarda le imprese estere prive di stabile organizzazione in Francia (établissement stable). Tali imprese possono però rientrare nella seconda parte della riforma: l’e-reporting.
| La vostra situazione | E-invoicing | E-reporting | Serve una piattaforma autorizzata? |
|---|---|---|---|
| Controllata o filiale francese (stabile organizzazione in Francia) | Sì — ricezione dal 1° settembre 2026, emissione secondo il calendario della propria categoria | Sì, per le operazioni fuori dal B2B domestico | Sì |
| Identificazione IVA francese senza stabile organizzazione | No — né emissione né ricezione | Sì, per le operazioni imponibili in Francia | Sì, per trasmettere i dati di e-reporting |
| Nessuna identificazione IVA francese, vendita B2B verso la Francia in reverse charge | Nessun obbligo francese | No — è il cliente francese a dichiarare l’acquisto dal 1° settembre 2027 | No |
Chiarite la stabile organizzazione prima di acquistare qualsiasi servizio
Il criterio è la stabile organizzazione ai fini IVA, nozione distinta dalla stabile organizzazione ai fini delle imposte sui redditi. Un gruppo può avere l’una senza l’altra e la Corte di giustizia ha irrigidito i criteri IVA nella causa C-533/22 (Adient, giugno 2024). Se un magazzino, una lavorazione per conto terzi o un team di servizio in loco potessero configurare una stabile organizzazione IVA in Francia, fate confermare il punto da un consulente prima di considerarvi fuori perimetro.
Plateforme agréée: il canale obbligato
La Francia non gestisce una piattaforma pubblica unica di scambio. Le fatture transitano da operatori privati autorizzati, originariamente chiamati plateformes de dématérialisation partenaires (PDP); dal 2025 la denominazione ufficiale è plateforme agréée (PA), formula ripresa dall’articolo 289 bis del codice fiscale francese. La documentazione dei fornitori parla ancora quasi ovunque di PDP: si tratta dello stesso operatore registrato.
Il portale pubblico (Portail Public de Facturation, PPF) avrebbe dovuto offrire una via di scambio gratuita: l’ipotesi è stata abbandonata a ottobre 2024. Oggi il PPF ha due compiti: ospita l’annuaire nazionale — il registro dei soggetti passivi e dei loro indirizzi di ricezione — e funge da concentratore che trasmette all’amministrazione i dati di fattura, transazione e pagamento.
Come una fattura trova il destinatario
L’instradamento passa dal registro, con il numero SIREN come identificativo pivot.
- L’emittente deposita la fattura sulla propria piattaforma in uno dei formati ammessi.
- La piattaforma consulta l’annuaire e recupera l’indirizzo di ricezione dichiarato dall’acquirente.
- La fattura viene consegnata alla piattaforma dell’acquirente, che la passa al suo sistema contabile.
- Entrambe le piattaforme trasmettono all’amministrazione, tramite il PPF, i dati richiesti e gli stati del ciclo di vita.
Non ci si iscrive da soli all’annuaire: quando incaricate una piattaforma, è questa a dichiarare e mantenere per voi SIREN, indirizzo di ricezione e dati di instradamento. Il primo passo concreto di un’entità francese è dunque semplice: scegliere una piattaforma e farsi registrare. La DGFiP pubblica l’elenco di riferimento e distingue registrazione provvisoria e definitiva, quest’ultima subordinata al superamento dei test di interoperabilità. L’elenco ha superato le cento voci nel corso del 2026 e cambia di continuo: consultate quello ufficiale.
L’e-reporting in pratica
L’e-reporting copre ciò che il flusso di fatturazione elettronica non intercetta: vendite ai consumatori, operazioni transfrontaliere e scambi con soggetti esterni al sistema francese. Si compone di due obblighi distinti.
- E-reporting delle transazioni (articolo 290 CGI): dati aggregati su vendite B2C con IVA francese, cessioni e prestazioni verso soggetti passivi non stabiliti in Francia, acquisti in reverse charge e acquisti intracomunitari. Restano fuori le vendite dichiarate tramite lo sportello unico UE.
- E-reporting dei pagamenti (articolo 290 A): i dati di incasso per le operazioni in cui l’IVA diventa esigibile al pagamento e non alla consegna, in pratica le prestazioni di servizi. Le cessioni di beni sono già coperte dai dati di fattura e le operazioni in reverse charge sono escluse.
La frequenza segue il regime IVA francese e non la dimensione: con il régime réel normal a dichiarazione mensile tre invii al mese, ciascun periodo di dieci giorni entro dieci giorni dalla sua fine; con dichiarazione trimestrale invio mensile entro il 10 del mese successivo; con régime simplifié invio mensile tra il 25 e il 30 del mese successivo. Qui sta l’insidia per le imprese estere: chi evita del tutto la fatturazione elettronica scopre di aver comunque bisogno di un contratto di piattaforma e di un flusso dati periodico.
Le sanzioni sono aumentate a febbraio 2026
Molte pubblicazioni citano ancora 15 euro per fattura e 250 euro per invio: erano gli importi della fase di disegno della riforma. L’articolo 123 della legge di bilancio 2026 (legge n° 2026-103 del 19 febbraio 2026) li ha aumentati prima dell’avvio.
| Violazione | Base giuridica | Importo | Tetto annuo |
|---|---|---|---|
| Fattura non emessa in forma elettronica | CGI art. 1737, III | 50 euro per fattura (prima 15 euro) | 15.000 euro per anno solare |
| Nessuna piattaforma autorizzata designata per la ricezione, dopo tre mesi senza seguito a una diffida | CGI art. 1737, IV bis | 500 euro, poi 1.000 euro in caso di recidiva e per ogni trimestre successivo | Nessun tetto indicato per le recidive |
| E-reporting delle transazioni non trasmesso | CGI art. 1788 D, I | 500 euro per invio (prima 250 euro) | 15.000 euro per anno solare |
| E-reporting dei pagamenti non trasmesso | CGI art. 1788 D, II | 500 euro per invio | 15.000 euro l’anno, tetto distinto dal precedente |
Due dettagli da ricordare: i due tetti dell’e-reporting sono indipendenti, quindi sbagliare sia sulle transazioni sia sui pagamenti espone a 30.000 euro e non a 15.000; ed esiste una vera tutela per il primo errore, senza sanzione se si tratta della prima violazione nell’anno in corso e nei tre precedenti, regolarizzata spontaneamente o entro trenta giorni da una richiesta.
Formati ammessi e il legame con Factur-X
La Francia impone una base di tre formati conformi alla norma EN 16931, definita dalla norma AFNOR XP Z12-012 e dalle specifiche esterne della DGFiP; per l’avvio 2026 vale la versione 3.2 del 30 aprile 2026.
- Factur-X — un file PDF/A-3 con XML CII incorporato, leggibile insieme da persona e da macchina.
- UBL — XML puro, la sintassi familiare agli utenti Peppol.
- UN/CEFACT CII — XML puro in sintassi Cross Industry Invoice, ora alla versione D22B e retrocompatibile con D16B.
Accanto ai profili standard EN 16931, la Francia definisce un profilo nazionale di riferimento, EXTENDED-CTC-FR, che aggiunge campi francesi al profilo EXTENDED invece di restringerlo.
Factur-X e ZUGFeRD sono la stessa famiglia tecnica
Le pubblicazioni congiunte di FNFE-MPE e FeRD indicano che Factur-X e ZUGFeRD sono tecnicamente identici: stesso modello di contenuto XML e stessi cinque profili, ciascuno con XSD e schematron propri. La versione congiunta attuale è Factur-X 1.09 / ZUGFeRD 2.5, pubblicata il 10 giugno 2026 e allineata alla norma semantica rivista EN 16931-1:2026. Chi già tratta ZUGFeRD tratta quindi la stessa struttura di file che invierà un fornitore francese; a cambiare sono l’instradamento, i campi francesi aggiuntivi e gli obblighi dichiarativi. La nostra guida al formato Factur-X approfondisce il file in sé.
Per il B2B francese la scelta sicura è il profilo EN 16931 o EXTENDED. MINIMUM e BASIC WL contengono troppi pochi dati di riga strutturati per valere come fattura completa e il loro status nell’ambito dell’obbligo resta discusso sul mercato. Il profilo XRECHNUNG è una costruzione tedesca e non la risposta francese.
Quattro indicazioni che sfuggono agli emittenti esteri
Quattro indicazioni sono state aggiunte dal décret n° 2024-1195 e si applicano dal 1° gennaio 2025 (articolo 242 nonies A dell’allegato II al CGI). Sfuggono facilmente perché la maggior parte dei modelli ERP fuori dalla Francia non prevede un campo dedicato.
- Numero SIREN del cliente (punto 1°) — nelle fatture tra soggetti passivi; è l’identificativo su cui l’amministrazione riconcilia i flussi.
- Indirizzo di consegna dei beni (punto 7° bis) — quando differisce dall’indirizzo del cliente.
- Natura dell’operazione (punto 8° bis) — solo beni, solo servizi oppure entrambi.
- Menzione dell’opzione per l’IVA per competenza di fattura (punto 11° bis) — se il prestatore ha esercitato l’opzione.
L’indicazione della natura non è un dettaglio formale. L’IVA su una cessione di beni è esigibile alla consegna, quella su un servizio all’incasso, salvo opzione. Una fattura che contiene entrambi — una macchina e la sua installazione, per esempio — va qualificata come mista e solo la quota servizi alimenta l’e-reporting dei pagamenti. Se il servizio è accessorio e inscindibile, la fattura segue il regime dell’operazione principale; se beni e servizi sono indipendenti, i lavori francesi sui casi d’uso suggeriscono di emettere due fatture separate quando la relazione commerciale lo consente.
Che cosa ha eliminato il pacchetto di semplificazione
Le semplificazioni sono state codificate nello stesso articolo 123 che ha aumentato le sanzioni. Riducono il dettaglio dichiarativo, non l’obbligo di fondo.
- Nell’e-reporting delle fatture transfrontaliere in entrata non servono più i dati di riga.
- Non va più comunicato il numero totale delle transazioni B2C.
- Spariscono le dichiarazioni a zero per i periodi senza operazioni da comunicare.
- Gli obblighi dei soggetti passivi non stabiliti in Francia slittano al 1° settembre 2027.
- Lo sviluppo del portale pubblico come piattaforma di fatturazione a pieno titolo è stato formalmente interrotto.
Restano invariati il calendario, l’obbligo per ogni entità francese di disporre di almeno un indirizzo di ricezione registrato e l’obbligo B2B domestico.
Un piano breve per le settimane che restano
Chi legge ad agosto 2026 non punta realisticamente a un progetto concluso, ma a essere raggiungibile, saper leggere ciò che arriva e avere un piano scritto per il resto.
- Definite lo status: stabile organizzazione in Francia, sola identificazione IVA o nessuna delle due.
- Incaricate una piattaforma e verificatene lo stato di registrazione nell’elenco ufficiale della DGFiP.
- Confermate la voce nel registro invece di darla per esistente.
- Rendete il ciclo passivo capace di leggere Factur-X, UBL e CII: la ricezione è l’obbligo che il 1° settembre 2026 riguarda tutti.
- Completate le quattro indicazioni francesi nel modello di fattura.
- Mappate i flussi di e-reporting e provate un periodo a vuoto.
- Mettete per iscritto ciò che non è pronto e le azioni avviate.
Per le scadenze vicine si vedano il nostro quadro delle scadenze europee e il calendario tedesco 2027 e 2028.
Dove si colloca questo servizio
Invoice-Converter.com trasforma PDF e altre fonti di fatturazione in output strutturato conforme a EN 16931 e ne valida il risultato, tra cui Factur-X, ZUGFeRD, UBL e CII. Poiché Factur-X e ZUGFeRD appartengono alla stessa famiglia tecnica, lo stesso percorso di conversione serve un obbligo tedesco e uno francese. Una nota sulle versioni: la generazione segue attualmente la precedente linea di artefatti Factur-X 1.07 / ZUGFeRD 2.3 — conforme a EN 16931, ma non ancora la release 1.09/2.5 di giugno 2026. Verificate quindi quali versioni di profilo richiede la vostra piattaforma autorizzata.
Due limiti dichiarati apertamente. Il servizio non è una piattaforma autorizzata: non immette fatture nella rete francese e non trasmette il vostro e-reporting, per cui vi servirà comunque una plateforme agréée. E non elimina la revisione: estrazione da documenti di origine di qualità scarsa, strutture di riga inusuali e i campi francesi descritti sopra sono proprio i casi in cui una persona deve guardare il risultato prima dell’invio. Quello che ottenete è un output strutturato conforme ai validatori e un punto in cui correggere i dati prima che diventino un documento giuridico.
Come usare questa guida
Usa l’articolo come punto di partenza prima di modificare un workflow finance o ERP: identifica la regola nazionale o lo standard applicabile, scegli il formato strutturato richiesto, valida l’XML generato e mantieni un processo di eccezione documentato per le fatture che richiedono revisione manuale.
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